Posted by admin lunedì 18 maggio 2009

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Non mi stancherò mai di ripetere quanto a mio parere l’Italia sia una fucina di ottimi gruppi metal. Se poi restringiamo il campo al power e al prog ci accorgiamo che davvero il nostro paese non ha nulla da invidiare ai nostri cugini d’oltralpe e d’oltreoceano. I marchigiani Firestorm sono una di quelle band di cui andare fieri, Attivi ormai dal lontano 2000, da semplice cover band degli Iron Maiden hanno poi deciso di dire la propria nel panorama musicale italiano pubblicando due demo prima di arrivare all’esordio discografico con questo Web Of Deceit.

La carne al fuoco è davvero tanta e si parte subito con A Cold Hand In A Warm Heart, intro piuttosto canonica ma piacevolissima ed evocativa. Angeldevil è il brano perfetto per dare inizio alle ostilità: veloce, aggressiva e con un chorus che rimane in testa dopo il primo ascolto. Falling Into Alienation è una killer song di quelle che diverrà un classico della band, mentre la successiva Tempus Fugit è un pezzo complesso e di classe con un ritornello davvero suggestivo e delle melodie semplici ma efficaci. The Neverending Course Of Time PT.I è una strumentale atmosferica ed onirica, in una sola parola, meravigliosa.
Pictured By The Moon mostra il lato più progressivo della band con degli intermezzi fusion alternati a riff aggressivi. Da segnalare il simpaticissimo reprise del tema di Benny Hill sul finale del brano. La successiva Salomè la ritengo uno dei picchi più alti dell’album benché l’intero album si mantenga su livelli ben sopra la media dei gruppi power-prog. L’attenzione cala un po’ con l’accoppiata Beyond Every Rational Thought e Shadows In My Mind, brani di pregevole fattura ma in ogni caso ma che non mi hanno colpito come i precendti. L’album si chiude con The Neverending Course Of Time PT.II – Walls Of The Past, e non poteva chiudersi in modo migliore. Ballad melodica e ricca di pathos, mostra il lato più intimista della band.
Il lavoro svolto dai componenti della band è più che discreto. La sezione ritmica composta da Simone Polenta e Simone Monterubbiano è potente e precisa, buona anche la coppia d’asce Manuele Pesaresi e Moreno Baldoni, taglienti nei riff ed espressivi nei fraseggi più melodici. Non vi è traccia di alcun tastierista tra le fila della band nonostante il sound dei Firestorm sia ricco di orchestrazioni e synth di ottima fattura. Infine una considerazione sul cantante Riccardo Curzi, voce “tipica” del genere, molto alta e squillante ma alquanto anonima e non sempre a proprio agio in alcuni passaggi.
In conclusione web Of Deceit è un ottimo esordio che mostra una band già matura e avviata, una bella realtà del panorama metal italiano, sicuramente da tenere d’occhio e supportare il più possibile.

Voto: 78

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